swimbabyswim nuoto neonatale 7 scaled

Benefici del metodo SwimBabySwim.

25 Agosto 2025 by

Elena Cantaboni

Benefici motori

Stimolazione dello sviluppo muscolare 

L’acqua, con la sua densità, offre una resistenza naturale ai movimenti del bambino, favorendo il potenziamento e la tonificazione muscolare in modo dolce e graduale. Questo è particolarmente importante per i muscoli del collo, della schiena e degli arti, che sono fondamentali per il controllo della postura e del movimento.

Miglioramento della coordinazione

Muoversi in acqua richiede al bambino di coordinare i movimenti di braccia e gambe in modo armonico per mantenere l’equilibrio e spostarsi. L’acquamotricità stimola quindi lo sviluppo della coordinazione oculo-manuale e della coordinazione generale.

Sviluppo dell’equilibrio

L’ambiente acquatico, con la sua instabilità, stimola il bambino a ricercare e mantenere l’equilibrio, affinando il suo sistema vestibolare.

Miglioramento della flessibilità

L’acqua permette al bambino di eseguire movimenti ampi e liberi, favorendo l’elasticità muscolare e articolare.

Stimolazione della propriocezione

La resistenza dell’acqua e la necessità di adattarsi all’ambiente acquatico stimolano i recettori sensoriali del bambino, aiutandolo a prendere coscienza del proprio corpo e dei suoi movimenti nello spazio.

Benefici psicologici

Riduzione dello stress

L’acqua calda e l’ambiente rilassante della piscina favoriscono il rilassamento e la riduzione dello stress nel bambino.

Aumento della fiducia in se stessi

Sperimentare i propri movimenti e le proprie capacità in acqua aiuta il bambino a sviluppare fiducia in se stesso e nelle proprie potenzialità.

Stimolazione della socializzazione 

L’acquamotricità, spesso svolta in gruppo con altri bambini, favorisce l’interazione e la socializzazione, aiutando il bambino a sviluppare le proprie competenze relazionali.

Favorisce il legame di attaccamento

L’acquamotricità svolta insieme al genitore crea un momento di condivisione e di gioco che rafforza il legame di attaccamento tra bambino e caregiver.

Stimolazione sensoriale

L’ambiente acquatico offre al bambino una varietà di stimoli sensoriali, come la temperatura dell’acqua, il suono delle onde, la luce che filtra nell’acqua, che contribuiscono al suo sviluppo cognitivo ed emotivo.

La sicurezza e il benessere del neonato come priorità

La formazione avviene in ambienti sicuri, riscaldati, in presenza di personale qualificato e la costante sicurezza del piccolo è sempre garantita.

Il metodo pernea attorno alla necessità di maggiore preparazione e competenza tanto dei piccoli quanto dei genitori.

I dati annuali delle morti per annegamento sono in allarmante e costante aumento e una percentuale significativa è costituita da neonati e bambini. Questo accade spesso perché si sottovalutano i rischi cui possono essere esposti i più piccoli e, spesso, un fattore fondamentale è legato all’incapacità del piccolo di conoscere, e di conseguenza di mettere in atto delle attività salvavita. 

Lo scopo del percorso è intervenire su questo fattore tra i 2 e i 36 mesi per velocizzare il più possibile, anticipandolo, il processo di sviluppo di competenze di acqua motricità e sicurezza in acqua mirate a portare il cervello dei piccoli a capire la dinamica che si sta presentando e far si che la loro prima reazione spontanea sia osservare la situazione, analizzare le possibilità e  scegliere un obiettivo come il bordo o la scaletta x raggiungerlo e mettersi autonomamente in sicurezza.

 

A questo step ne seguono molti altri fatti di ancora più fattori di coordinamento e di consapevolezza mirati a rendere quello acquatico un ambiente positivo ed estremamente naturale e divertente. Un bambino felice di tuffarsi in acqua, in grado di muoversi liberamente e direzionare il proprio corpo, in grado di orientarsi autonomamente anche se caduto per sbaglio ha molte più probabilità di salvezza rispetto ad un coetaneo che non ha ancora avuto modo di far sperimentare e poi imprare al proprio cervello dei riflessi semi condizionati indispensabili

Un metodo inclusivo

Il metodo può essere applicato anche a neonati e bambini con disabilità. In questi casi si predilige nei primissimi incontri uno o più sessioni individuali senza però rinunciare a quelle di gruppo per stimolare la socializzazione.

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Elena Cantaboni

Elena Cantaboni

Dal 1996 mi occupo di AcquaMotricità Neonatale e Prenatale e ho avuto il piacere di interagire con più di 3000 famiglie.
Dal 2006 sono Docente di AcquaMotricità Neonatale alla Facoltà di Scienze Motorie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e per Fit One Promotion.
Diplomata all’ISEF, laureata in Scienze Motorie, Coach in PNL e futuro Mentore esperto in Relazioni