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Il Ruolo del Genitore nel Metodo SwimBabySwim

25 Agosto 2025 by

Elena Cantaboni

Il genitore è ben più di un semplice accompagnatore. È il cuore pulsante del percorso di apprendimento del bambino, un vero e proprio co-protagonista il cui comportamento, ruolo, compiti e responsabilità sono fondamentali per lo sviluppo di sicurezza, autonomia e fiducia nel piccolo. Per i bambini da 0 a 3 anni, la sua figura è il ponte tra l’ambiente acquatico e il mondo emotivo e fisico del neonato o del bambino. È il facilitatore principale dell’apprendimento, un partner attivo che, attraverso un comportamento consapevole e l’esecuzione diligente dei compiti, guida il proprio figlio verso una profonda e duratura autonomia in acqua, rafforzando al contempo un legame di fiducia e rispetto reciproco.

Comportamento: Essere un Faro di Calma e Fiducia

Il comportamento del genitore in acqua è il primo e più potente messaggio per il bambino.

Calma e Serenità

Il bambino assorbe le emozioni del genitore. Un atteggiamento calmo e rilassato, anche di fronte a piccole difficoltà del bambino (un pianto, una tosse), trasmette sicurezza. Se il genitore è teso o ansioso, il bambino lo percepirà e tenderà a irrigidirsi o spaventarsi.

Positività e Incoraggiamento

Ogni piccolo progresso del bambino, ogni tentativo, merita un rinforzo positivo. Sorrisi, sguardi rassicuranti e parole dolci creano un ambiente di apprendimento gioioso e motivante.

Pazienza e Rispetto dei Tempi 

Ogni bambino ha i suoi ritmi. Il genitore deve mostrare pazienza, senza forzare le tappe o paragonare il proprio figlio agli altri. Il rispetto dei suoi tempi è cruciale per un apprendimento sereno e duraturo.

Esempio

Se il bambino tossisce un po’ dopo un’immersione, il genitore non si agita, ma lo guarda sorridendo, lo rassicura con la voce e prosegue l’attività come indicato dall’istruttore, dimostrando che è una reazione normale e gestibile.

Ruolo

Da Protettore a Guida Attiva

Il ruolo del genitore evolve progressivamente, passando da una protezione istintiva a una guida consapevole che promuove l’autonomia.

Base Sicura

Inizialmente, il genitore è la “base sicura” fisica ed emotiva del bambino. È il suo porto, il punto di riferimento stabile in un ambiente nuovo.

Supporto all’Insegnante 

Il genitore diventa un’estensione dell’istruttore. È lui che esegue le manovre e le tecniche apprese, sotto la supervisione e la guida costante dell’esperto. Questo permette un apprendimento uno-a-uno altamente personalizzato.

Catalizzatore dell’Autonomia

Con il progredire del bambino, il genitore assume il ruolo di facilitatore dell’autonomia. Impara a “lasciare andare” progressivamente, consentendo al bambino di esplorare e agire in modo sempre più autonomo, pur rimanendo una presenza rassicurante e pronta al supporto.

Esempio

Se a 6 mesi il genitore sostiene attivamente il bambino durante un galleggiamento dorsale, a 18 mesi il suo ruolo sarà quello di osservarlo mentre si muove autonomamente con un piccolo supporto, pronto a intervenire solo se necessario, incoraggiandolo a trovare da solo la sua stabilità.

Compiti e Responsabilità

I compiti e le responsabilità del genitore sono concreti e richiedono partecipazione attiva, consapevolezza e dedizione.

Supervisione e Sicurezza Incondizionata

La responsabilità principale è garantire la totale sicurezza del bambino. 

Apprendimento e Ripetizione delle Tecniche

Il genitore ha il compito di imparare attivamente le prese, i movimenti, i segnali e le sequenze proposte dall’insegnante. La ripetizione durante le lezioni è fondamentale per consolidare l’apprendimento del bambino.

Esempio

Eseguire con costanza il segnale per l’immersione (es. 1,2,3 e via) e la successiva manovra di immersione per creare un’associazione chiara per il bambino.

Stimolo all’Esplorazione e all’Autonomia

Il genitore deve resistere alla tentazione di iper-proteggere o di “fare al posto del bambino”. Il suo compito è creare opportunità affinché il bambino sperimenti le proprie capacità, spingendolo gentilmente a trovare soluzioni autonome (es. aggrapparsi al bordo, girarsi sulla schiena, recuperare un gioco).

Esempio

Invece di posizionare le mani del bambino sul bordo, il genitore lo invita con la voce e lo sguardo a raggiungerlo e ad afferrare il bordo da solo, guidandolo con un leggero tocco se necessario.

Lettura dei Segnali del Bambino

È responsabilità del genitore osservare attentamente le reazioni del bambino (entusiasmo, stanchezza, paura, frustrazione) senza proiettare le proprie emozioni o paure.

Esempio

Se, dopo la prima apnea, il bambino piange, è probabile che sia solo infastidito. Diamo comunque un significato positivo all’esperienza, senza proiettare le nostre paure e attribuire un valore negativo all’accaduto.

 

Continuità e Regolarità

La frequenza e la costanza nella partecipazione ai corsi sono essenziali per il consolidamento delle competenze.

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Elena Cantaboni

Elena Cantaboni

Dal 1996 mi occupo di AcquaMotricità Neonatale e Prenatale e ho avuto il piacere di interagire con più di 3000 famiglie.
Dal 2006 sono Docente di AcquaMotricità Neonatale alla Facoltà di Scienze Motorie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e per Fit One Promotion.
Diplomata all’ISEF, laureata in Scienze Motorie, Coach in PNL e futuro Mentore esperto in Relazioni